Skate life: Intervista con Angelo Netto

Abbiamo intervistato Angelo Netto, uno tra i migliori skater nel panorama italiano.

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(All images courtesy by Angelo Netto, all rights reserved)

Ciao Angelo! Come stai?
tutto bene gazie.

Ci racconti qualcosa di te che non hai mai detto a nessuno?
Me l’avevano già fatta in un’altra intervista questa domanda e penso che risponderò circa con la stessa risposta, cioè che non ti svelo nulla di nuovo altrimenti perdo tutti i miei segreti! hahha…

Qual è l’aspetto migliore nell’essere Angelo Netto?
Il fatto che in molti ti conoscono e che quindi incontri sempre un sacco di gente nuova e mi piace che le persone parlano di me. Un altro aspetto figo è proprio quello che sto facendo:scrivere questa intervista. Non capita a tutti di essere contattati per rispondere a delle domande, fa sempre piacere.

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E quella peggiore?
spesso molte persone si aspettano tanto e avvolte non riesci a dare sempre il 100% portando un po’ di delusione. Essere bravi e sponsorizzati non significa essere delle macchine.sbagliamo molto anche noi perchè siamo umani ma purtroppo non tutti lo capiscono.

Quanti anni avevi il giorno che ti hanno regalato ( o comprato, chissà) la prima tavola?
la mia prima tavola mi è stata regalata dal mio vicino di casa che skateava da tempo ma che ormai aveva smesso. Infatti si trattava di uno skate old school larghissimo.avevo circa 13 anni forse 12.quello skate l’ho usato per un anno e mezzo.

E quando hai rotto la prima, (sono sicuro che è successo) ti ricordi la prima cosa che ti è venuta in mente?
il problema in realtà è quando rotta la seconda tavola!mi era durata appena una settimana. Subito mi sono detto: se durano cosi poco e costano cosi tanto mi sa che non posso continuare…per fortuna i miei genitori mi hanno sempre sostenuto al cento per cento e cosi anche con mio fratello. Ha iniziato a skateare una settimana prima di me e anche lui spezzava un bel po’ di tavole!

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In che luogo hai iniziato ad andare in skate creando caos per le strade?
Ho iniziato nel mio piccolo quartiere dopo aver conosciuto uno skater del paese vicino che veniva a trovare un suo amico. Per quei due anni che io e mio fratello facevamo skate nel quartiere tutti ci odiavano per il rumore e per le panchine incerate. Penso che il vero motivo però fosse la mentalità da bigotti vecchi che c’era e c’è tutt’ora nel mio paese. Per loro esiste solo il calcio e se non sei un calciatore ti guardano male perché pensano che fai chissà cosa!

Il primo trick che ti è venuto perfetto? Hai fatto festa poi o hai continuato a provare a rifarlo?
ovviamente è stato un ollie.sono felice perché non ho mai dovuto provarlo. L’ho chiuso al primo tentativo e da li ho capito che skateare faceva per me.

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Cosa vuol dire skateboard per te, se dovessi riassumere in tre parole?
vita divertimento e felicità.

Secondo te lo skateboard rimane oggetto d’importazione in Italia o da noi si è trovata un’identità?
è una disciplina sempre più affermata e sicuramente ha un’identità o anzi molte identità.

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Quali differenze hai trovato tu tra noi e gli USA?
diciamo che negli stati uniti lo skateboard è cosi sviluppato che non è più solo una disciplina.per molti è un lavoro vero e proprio grazie al business immenso che ruota attorno ad esso. Inoltre gli skater sono visti come dei veri e propri vip. Per i ragazzini che si dilettano,skateare assieme ad un pro è un evento pazzesco! Qui spesso neanche ti conoscono perché purtroppo al posto di sfogliare riviste italiane o navigare in siti italiani di skate le persone guardano solo materiale che arriva dall’america perdendo l’interesse per la scena in cui vivono. E poi si sa..i trick in america hanno raggiunto dei livelli incomprensibili.

A parte il punto di vista tecnico, secondo te lo skateboard cosa riesce a creare, anche dal punto di vista di fare comunità?
Sicuramente lo skateboard ti cambia il carattere.il fatto di sopportare ferite e andare comunque avanti e il fatto di stare pomeriggi a provare un trick sicuramente ti rafforza,ti regala passione e pazienza e ti da dei continui obbiettivi per cui vale la pena lottare.è uno strumento incredibile perché non esiste sport al mondo che crei dei rapporti speciali come ci sono tra gli skaters. Infatti tra di noi ci si rispetta e ci si aiuta sempre, si è sempre felici di vedersi e di skateare assieme. Probabilmente questa è solo una mia visione anche se penso che sia cosi per tutti.ovviamente ci sono dei casi in cui non è cosi perché siamo comunque esseri umani però c’è da dire che in un campo di calcio si vedono spesso risse e insulti mentre ad un contest di skate non si vedono altro che risate.

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Se dovessi scegliere, a quale trick sei più affezionato?
è impossibile che mi affezioni ad un trick in particolare perché a periodi mi diverto a skateare in un modo e altri periodi in un altro altro.tutti i trick regalano sempre delle emozioni diverse e dipende da tante cose, perciò penso che mai nella vita mi affezionerò ad un trick in particolare.

C’è un posto dove hai sempre desiderato andare con lo skate ma non sei riuscito a visitare?
vorrei andate nella costa ovest dell’america oppure in australia e prima o poi ci atterro di sicuro in entrambi i posti.

Quando hai iniziato, c’è stato qualcuno che era tua fonte d’ispirazione?
qualche video di skate ma non ricordo se c’erano delle persone in particolare che prendevo come esempio. Devi pensare che io e mio fratello abbiamo scoperto grazie al gioco di tony per la play 1 che la tavola poteva girare. Dalle mia parti non esisteva nulla di simile allo skate perciò l’unica era cercare qualcuno da vedere dal vivo. Per questo abbiamo iniziato a conoscere gente dai paesi vicini e a prendere esempio da loro.

Il tuo prossimo obiettivo da raggiungere?
è sempre stato trovare degli sponsor europei e cercare di vivere di skate ma ultimamente ho perso un po’ l’ambizione perché è un percorso molto difficile. Ultimamente ho riscoperto il piacere del disegno e mi sono lanciato nel mondo dei tattoo. Sto trovando molte soddisfazioni in questo campo.l’ambizione è quindi cambiata ma di poco.ho voglia di continuare a skateare e dare sempre il meglio che posso e questo anche nel mondo dei tattoo. Perciò diciamo che skateare e tatuare sono i miei obbiettivi principali del momento e sono sicuro che lo saranno ancora per molto tempo.

Fai un appello per ampliare gli skatepark in Italia: devi essere convincente!
L’italia non è altro che il terzo mondo dello skate!fino a che i sindaci ecc ecc continuano a costruire solo campi da calcio nulla non cambierà mai. Purtroppo non si deve convincere nessuno a costruire uno skatepark, lo si deve convincere che la regressione che affligge l’italia nasce anche dal fatto che nessuno investe in sport ed attività nuove e che quindi di conseguenza la mentalità e lo sviluppo rimangono bloccati!è da una mentalità più aperta che si arriva ad ottenere qualcosa di diverso. Le persone che hanno potere devono capire che per essere all’avanguardia e quindi per soddisfare a pieno i cittadini bisogna investire in campi diversi da quelli del classico calcio!

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