FASHION AT IUAV: BACKSTAGE & SFILATA

Testo di Felicia Bojonca
Fotografie di Caterina de Zottis, Christian Dorme, Marco Forlin, Giacomo Cosua

Si è conclusa venerdì sera la sfilata delle migliori collezioni dei laureandi protagoniste del Corso di Laurea triennale in Design della Moda e il Corso di laurea magistrale in Moda. Dietro le quinte  si respirava un’atmosfera elettrizzante, le stanze fremevano di tessuti e voci.

Alle 20.30 hanno sfilato le collezioni degli studenti della Laurea triennale del Corso di design della Moda e Arti Visive Giorgia Bortolami, Damiano Carraro, Alessandro Carpitella, Angela Pea, Francesca Danieli, Eva Suppressa, Camilla Pareto, Christopher Campagnolo e Davide dall Zotto, Cosimo Palmisano, Filippo Fiorenzato, Giuseppe Catania, Sara Colomo, Tobia Cecchin, Sofia Callegaro, Marco Spadon, Sara Peretti, Federico Folladore, Giulia Zubiolo, Piergiorgio Gollione, Giulio Polverelli, Marc Bennozzo e Anna Piantella supportati dagli stilisti Veronika Allmayer – Beck e Arthur Arbesser, dal sound designer Marco Vedovato e dalla stage director Gina Monaco oltre che dagli hair&make up artists, dai tecnici, dai colleghi e da tutto lo staff IUAV.

I tessuti forniti da a Marzotto Lab (Redaelli e Tessuti di Sondrio) e Lorenzi sono stati sapientemente utilizzati dai giovani artisti. Il viaggio stilistico inizia con Giorgia Bortolami una collezione dai capi vissuti, colori primari come i bisogni primordiali di coloro che tentano di superare un filo spinato, la stessa idea in modo diverso la interpreta Angela Pea, segue Damiano Carraro con una donna rock ma allo stesso tempo femminile e ricercata, Alessandro Carpitella  reinterpreta la figura maschile dell’epoca tudoriana attraverso il costume del vigile del fuoco ipervisibile…anzi ipervisibilissimo. Sofia Callegaro, Francesca Danieli costruiscono la loro visione sul colore la prima dal grido pop, la seconda su una figura algida e morbida, fluffy.

Eva Suppressa è per una donna neogotica incantevolmemnte stregoneresca; una parte rock la troviamo anche nel funeral party organizzato da Piergiorgio Goglione e si trasforma ancora con Cosimo Palmisano in una collezione dai tessuti sovrapposti che ricordano il kitsch. Sofisticata ricerca nella decostruzione ci propone Christopher Campagnolo e Davide  Dal Zotto, al capo da esterno ci ha pensato Filippo Fiorenzato che propone un buon equilibrio tra prodotto di moda e consumo, tra manualità artigiana ed arte, tra innovazione e sartorialità.

Il viaggio continua esplorando tessuti sintetici, pantaloni a zampa colori accesi che ci trasferiscono più che in un universo extraterrestre in uno un po’ disco, un po’ pop. Anche Marc Benozzo e Anna Piantella propongono attraverso i tessuti ed i colori un viaggio nello spazio ma le maniche e i pantaloni si allungano e la figura viene avvolta in modo più comodo. Sara Colombo e Tobia Cecchin nel frattempo riempiono la passarella di decisione e rivoluzione,  originale l’intuito di Cecchin con gli wooligans ci pone davanti l’evidenza: la lana già da alcune stagioni molto presente sulle passerelle non è solo versatile ma anche rivoluzionaria ed anticonformista secondo necessità;
Per la donna di giorno, capi intramontabili, originali nella loro interpretazione possono essere indossati nelle collezioni di Sara Peretti, tessuti collegati ed elementi metallici per un look apparentemente semplice, in realtà ricercatissimo, gli evergreen di Giulio Polverelli, così come quelli di Giulia Zubiolo per gli intramontabili.  Camilla Pareto ci riporta con la sua ricerca nei materiali,  stivali alti al ginocchio della disco music, mentre dalla parte opposta troviamo Marco Spadon con una geometria pulita sia per le borse che per le scarpe da lui create, a delle piacevoli trasparenze.

Hanno contribuito al ricercato viaggio i laureandi del corso di laurea magistrale Alessia Beraldin, Federico Cassani, Roberto Colla, Alberto Furlan, Noemi Grassi e Alma Ricci coordinati e seguiti dai docenti Michael Bergamo, Paulo Melim Andersson e Fabio Quaranta. Per le collezioni della magistrale, i tessuti sono stati forniti da Bonotto.

Alessia Beraldin rimandava ad un’eterea visione, tessuti delicati, capelli biondo-rossici. Dal grido punk della figura di Federico Cassani che sapeva di Beastie Boys alla compostezza del pezzi classici nella pellicola di fotogrammi viventi messa in scena da Alma Ricci. Complessità, approccio cosciente e maturo, consapevolezza, lentezza, naturalezza sono tutte caratteristiche da attribuire alla collezione di Noemi Grassi, il fatto a mano chic del corso di Arti Visive e Moda dello IUAV.

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