Interview with… Dj James R.

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Nato a Milano, educato da inglesi ma dall’animo tedesco, muove i primi passi dietro la consolle durante il suo ultimo anno di liceo. Approda a fine 2008 alla club night Punks Wear Prada, di cui diviene resident. Da Marzo 2009 è stato resident della bisettimanale Noise Code al Rocket Da Aprile 2009 è resident e promoter di Diskopolitan, prestigioso preserata del Giovedì al Blanco. E’ stato ospite all’afterparty dei 2ManyDJ’s a luglio 2009 ai Magazzini Generali. Da Novembre 2009 comincia a suonare con Nicola Guiducci nel leggendario Juke Box Hero del Plastic, il sabato sera.

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1) Quando hai iniziato a fare il DJ?
A dicembre saranno due anni. Stefania Seoni una mia carissima amica mi chiese di affiancarla una volta al mese al Cuore.

2) All’inizio è stato difficile oppure è venuto tutto semplicemente?
Beh suonare è più facile di quanto sembri, la cosa più difficile è essere presi sul serio. A me probabilmente è venuta in aiuto una buona dose di fortuna.

3) Ti ricordi la prima volta che ti hanno chiamato?
Eccome. I miei amici mi prendevano in giro perchè sopra il mio nome c’era scritto “Special Guest”. E’ stato un ottimo trampolino di lancio.

4) Molti amici mi dicono che le feste di compleanno sono un buon inizio, tu cosa pensi?
Ne ho fatta solo una in vita mia e anche recentemente, è stato più un divertissement che altro, e una scusa per suonare in una location fighissima.

5) I dj di oggi a livello internazionale come sono visti? Sono troppo commerciali ?
A un certo punto un DJ deve capire cosa vuole fare della propria vita: decidere di voler essere pubblicati molto spesso vuol dire anche arrivare a dei compromessi con il pubblico. Poi c’è chi mantiene comunque una propria linea e chi invece diventa proprio una popstar (vedi David Guetta).

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6) Come riesce un dj a dare il proprio stile e farsi riconoscere?
Un DJ carismatico non ha bisogno di nulla per farsi riconoscere, la gente se lo ricorda. Stando comunque su una sorta di palcoscenico si tende sempre a costruirsi un po’ di personaggio, ma alla fine conta la musica.

7) Il dj si deve anche reinterpretare Vj oppure rimangono due figure separate?
Fare bene entrambe equivarrebbe ad avere quattro mani. Certo, con i nuovi CDJ si potrebbe anche, ma fare un DJset più un VJset di un paio d’ore diventerebbe abbastanza massacrante.

8.) Il tuo disco preferito è rimasto sempre lo stesso oppure negli anni è cambiato?
Mi innamoro facilmente di musica nuova, ma nel mio cuore resta sempre “The boy with the arab strap” dei Belle&Sebastian. E il “Best Of” di Simon&Garfunkel con cui sono cresciuto.

9) La tua top 5 list preferita?
Domanda crudele…..
Ready for the floor (LA Riots rmx) – Hot Chip
Down Down Down (Digitalism rmx) – The Presets
Elvis – These New Puritans
Never miss a beat (Cut Copy rmx) – Kaiser Chiefs
Roisin Murphy (lei in generale!)

10) In quale locale non suoneresti mai e perché?
C’è una serata da cui me ne sono andato sbattendo la porta e alla quale non tornerei nemmeno sotto tortura. Non farò nomi, a differenza dei suddetti ho una professionalità a cui tengo!

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