Intervista con i Kismet

“Si dice vi sia una divisione tra ciò che è stabilito dal fato e ciò che avviene per puro caso, in circostanze fortuite, tutto questo viene definito con una sola parola Kismet”

Sono gli anni 90’ e cinque ragazzi italiani provenienti da diverse zone del territorio veneto, si incontrano non per una semplice coincidenza, ma per una passione che li accomuna: la Musica, cinque musicisti forse inconsapevoli di quello che sarà il loro destino, decidono di formare un gruppo sfidando il caso con il nome di “Kismet”.
Influenzati dalle atmosfere musicali di gruppi come i Led Zeppelin, Alter Bridge,Alice in Chains, Tool, Soundgarden e i Dark New Day, i Kismet vengono immediatamente etichettati come un’alternative rock band. Iniziano a suonare, a comporre in una piccola sala prove, continuando a cercare ogni giorno quel particolare che può far della loro musica qualcosa di autentico e originale da poterlo rendere un qualcosa di concreto. Nel 2001 esordiscono con l’Ep “Rooms of Lie” ottenendo numerose approvazioni tra gli amanti del genere e non solo, la stampa inizia a scrivere di loro, e in breve tempo la loro musica li porta a esibirsi in diversi locali.

Nel 2006 esce ““Trudging Down Your Soul” un album dove i testi e le musiche percorrono quello che loro hanno definito un “Viaggio della vita” ancora una volta porta la band sui palchi di numerosi festival, e trasmissioni Tv come “Sala Prove” di Rock Tv. I Kismet nel 2011 con il loro singolo “We Don’t” vincono il Tour Music Fest come “Best Italian Original Band”e questo fa di loro una vera e propria Band Underground, tanto che nel 2014 firmano un contratto con l’etichetta “Dust On The Tracks Records” per l’uscita del nuovo album “Shades of Clarity” e proprio in occasione di questo nuovo lavoro discografico ho avuto l’occasione di intervistare uno dei componenti non che voce della Band: Albert Eno.

1549303_10152389767548885_1502428903_nDal 2011 ad oggi dopo la vittoria del Tour Music Fest ,com’è cambiata la vostra carriera musicale?
Questa vittoria ci ha dato l’occasione di farci conoscere da un pubblico particolare, ovvero gli addetti al settore, discografici, produttori musicali, essendo stato un concorso a livello nazionale per la prima volta siamo stati coinvolti sia con un ufficio stampa e con un’ emittente non solo radiofonica ma anche televisiva. Da questo particolare momento è partito il nostro primo Tour a livello Europeo che ci ha visto salire sul palco dell ‘Arena O2 di Londra. Ci ha permesso poi di aprire i concerti di diverse band straniere come i The Pretty Reckless e i Prime Circle dandoci la possibiltà di farci conoscere anche al di fuori dell’Italia.

Quanto importante è per voi suonare dal vivo ? C’è stata una volta in modo particolare una reazione del pubblico che mai vi sareste aspettati?
Quando un pubblico straniero ti sente suonare per la prima volta e a fine concerto ti chiede il Bis è una sensazione che ti lascia senza parole e che porterai con te tutta la vita questo ci è successo al Lancaster Music Festival nel Regno Unito. Suonare dal vivo è una cosa fondamentale per noi, siamo una band molto longeva ma che non ha moltissime produzioni alle spalle, ci siamo sempre concentrati su quella che era l’esibizione “live” fino a qualche anno fa, quando abbiamo avuto un cambio di formazione all’interno del gruppo, l’entrata di una nuova figura come bassista , ci ha fatto riflettere sul fatto che non avevamo un vero e proprio disco che ci rappresentasse e questo in un certo senso ci ha portato a capire che dovevamo reinventarci nuovamente, questo ha richiesto molto lavoro, ma ci ha dato la consapevolezza che eravamo e siamo una band in grado di produrre un disco.

Quali sono le difficoltà che una band come la vostra può incontrare oggi nel nostro Paese?
Le difficoltà sono davvero tante, dalle agenzie che promuovono i gruppi, ad un pubblico che è più interessato agli eventi che al comprare un disco e alla fine vince chi ha più spazio a livello pubblicitario tra i media. Non possiamo aspettarci che un disco venga venduto quando ci sono tantissime piattaforme web che permettono lo stesso di ascoltare e scaricare musica.

E’ uscito da poco il vostro nuovo album “Shades of Clarity” quali sono le differenze rispetto agli album precedenti?
E un album decisamente più maturo, frutto di un lavoro che alle spalle vede diverse esperienze che non vi erano nei lavori precedenti. Se prima come abbiamo detto si componeva in una sala prove, ora ci siamo messi in discussione, “Shades of Clarity “ è un album dove vede protagonisti quei brani che sapevamo attraverso le nostre esibizioni live, avrebbero sicuramente avuto un impatto positivo sul pubblico, li abbiamo rielaborati secondo le esigenze di registrazione e poi li abbiamo uniti con “la novità” cioè quei brani realizzati direttamente nella sala registrazione.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Continuare a suonare e farci conoscere dove ancora la nostra musica non è arrivata, ma in modo particolare far conoscere questo nuovo progetto “Shades of Clarity” fatto di nuove sonorità, conserva un rock forte ma allo stesso tempo è presente una melodia, che distingue in modo particolare questo nuovo disco.
La musica è uno dei migliori mezzi di comunicazione da sempre. Se potesse trasmettere una vostra traccia libera a reti unificate, in tutto il mondo, per una sola volta, quale scegliereste ?
Time, è un brano a cui tutti noi siamo legati, racchiude quella che è l’essenza del suono dei Kismet ha un insieme di suoni psichedelici da quelli più aggressivi a quelli che presentano tratti più morbidi,  mantiene quella melodia caratteristica della nostra musica ,è un brano sicuramente non radiofonico a causa della durata,ma ha due momenti diversi, possono sembrare quasi due canzoni messe insieme, ma io la definisco l’evoluzione di una canzone.

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Membri del Gruppo :
ALBERT ENO – Vox
CRIVEZ – Guitar
MIRKO – Guitar
PENOT – Drums
CARLO – Bass

www.kismetband.com
www.youtube.com/kismetband
www.facebook.com/kismetband
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About the author: Nuno Awouters works and lives in Lisbon, Portugal

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