Il triangolo, no! Non lo avevo considerato… D’accordo, ci proverò… La geometria , non è un reato… Garantisci per lui? Per questo amore un po’ articolato? Come non iniziare così la cronaca della giornata bolognese di Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni?
Di Giacomo Cosua.
Fotografie di Diego Stellino, Andrea Spinelli e Raji Colzani


Insomma una alleanza che ritorna, perché si sa che a volte la minestra riscaldata a qualcuno piace, forse un po’ meno ad Angelino Alfano, al quale Salvini ha regalato insulti dei tipo imbecille, giusto per sottolineare che la Lega il Ministro dell’Interno proprio non lo può sopportare. Ma la base leghista, accorsa a Bologna ad ascoltare il leader storce il naso anche a Berlusconi. l’ex cavaliere infatti provando a tirar fuori uno dei suoi classici repertori con domande retoriche rivolte al pubblico con una sola possibilità di risposta, invece che gli applausi si è beccato solo una bordata di fischi, tanto che Matteo Salvini si è dovuto avvicinare a Silvio per tenere a bada i suoi “vikinghi”. 


Bologna però non è rimasta a guardare e ovviamente i centri sociali (che stanno proprio simpatici a Salvini, che ha già annunciato di radere al suolo con la sua famosa ruspetta) hanno cercato di avvicinarsi a Piazza Maggiore, con l’inevitabile risultato di farsi legnare di santa ragione dalla Polizia e i Carabinieri, che alla fine riporteranno qualche contuso e un agente ferito da una bomba carta. Che qualcosa sarebbe successo già lo si capiva dall’aria che si respirava in città già il giorno prima. Ad essere colpita è stata subito la stazione centrale di Bologna, con i cavi delle trasmissioni della linea Milano-Venezia manomessi con l’inevitabile disagio per tutti i viaggiatori. I cortei in città erano diversi e tutti ovviamente convergevano verso il centro di Bologna, trasformato però in “zona rossa”, giusto per sottolineare come l’idea di avvicinarsi ai leghisti era proprio fuori discussione. Uno dei punti dove si sono registrati più scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine è stato il ponte di Via Stalingrado. Anche se diversi giornali hanno riportato che il ponte è stato “occupato”, i nostri fotografi hanno invece sottolineato come non c’è stato nessun tipo di occupazione, ma appunto solo le classiche cariche contro i manifestanti che provavano ad avvicinarsi a Silvio e camerati (possiamo chiamarli così, visto che tra i presenti c’era anche Casa Pound).

Altri scontri si sono registrati altrove verso Porta Mascarella, con almeno 3 cariche contro i manifestanti e sono volate bottiglie con conseguenti manganellate. I centri sociali Crash, Cua, Xm24 e Social Log, come riporta l’Huffington Post, hanno dichiarato di essere in 2000. Alla fine la giornata leghista si è conclusa guardando tutti allegramente dal maxischermo l’impresa mancata di Valentino Rossi a Valencia, forse l’unica cosa che ieri ha messo davvero d’accordo i leghisti, i fascisti di Casa Pound, i fratelli d’Italia della Meloni e i Forzisti. Tra i big (big nel senso di stipendio) presenti non sono mancati Luca Zaia, Daniela Santanché, Brunetta, Giovanni Toti, giusto per citarne alcuni. Salvini ad ogni modo ha rimarcato il famoso insulto contro le “zecche”, dicendo che di certo a loro non deve chiedere il permesso per manifestare e su questo i manifestanti ci hanno costruito uno slogan e riempito già da Sabato il centro e quartieri storici come il Pratello con bandiere rosse con al centro la famosa zecca. Un tocco di classe. (operaia).
Qua trovate il racconto fotografico della giornata con le foto dei nostri inviati Diego Stellino e Raji Colzani
GLI SCONTRI
CARTELLI & STRISCIONI DELLA MANIFESTAZIONE
IL POPOLO LEGHISTA
I CONTROMANIFESANTI
LE FORZE DELL’ORDINE