Modulo abitativo d’emergenza

Leonardo Madama, classe 1991, nasce all’Aquila. Laureato in Architettura allo Iuav di Venezia, si sta specializzando in Architettura del Progetto Sostenibile al Politecnico di Torino. Grande appassionato di filosofia, musica, pedagogia e dell’arte in generale, Leonardo è ideatore del progetto”modulo abitativo d’emergenza”, che ha progettato con Federico Morini, Carmen Napolitano e Dario Pfeiffer e costruito con anche Matteo Fasciolo, Rinaldo Petracca, Federico Varelli, Antonello Mattei e Maurizio Madama.

Abbiamo chiesto a Leonardo di spiegarci qualcosa in più di questo progetto che ci ha molto incuriosito. Il “modulo abitativo d’emergenza” è un prototipo di modulo abitativo utilizzabile in caso di situazioni d’urgenza abitativa, quali potrebbero essere catastrofi naturali (terremoti, cicloni, uragani) o umane (conflitti bellici e simili). I moduli sono stati progettati con materiali naturali riciclabili e/o biodegradabili ed energie rinnovabili.

Il progetto è nato per situazioni simili al post-emergenza del terremoto di L’Aquila, dove il problema dell’alloggio post terremoto (sia degli alloggi temporanei sia del Progetto C.A.S.E. e Map) è ancora tra i primari. Più di sei anni sono passati da allora e, come racconta una signora a Valerio Valentini a proposito del Progetto C.A.S.E. : “Non si vive. Si guardi intorno”(Internazionale, 13 nov. 2015 ). Le avveniristiche new towns che avrebbero dovuto dar vita al miracolo della ricostruzione presentano al contrario evidenti problemi strutturali e di manutenzione, nonostante i costi esorbitanti sostenuti per costruirli.

“Uno dei problemi principali riscontrati nel post terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 è stato proprio quello dell’inadeguata adozione di strutture per l’alloggio temporaneo” puntualizza Leonardo “in particolare è mancato completamente un alloggio confortevole adatto alla sistemazione di molti mesi. La tenda adottata in quello che è stato il post emergenza, presenta, come primo fondamentale disagio, quello della privacy tra famiglia e famiglia e tra i membri all’interno della stessa famiglia. Da non sottovalutare poi l’importanza del concetto di “isolamento termico-acustico” dall’esterno, in tutti i periodi dell’anno. Inoltre la tenda appoggiata semplicemente al suolo, è soggetta a risalite dell’umidità e all’esposizione a terreni stagnanti e/o umidi in caso di piogge. Le tende sono state uno delle fondamentali cause di quello che è stato il “progetto” case, distruttivo per il paesaggio nell’aquilano e per la stessa idea di “città”. Il governo che allora gestiva l’emergenza è riuscito così a impiegare vastissime risorse economiche per il progetto c.a.s.e., appunto perché le persone vivevano in una situazione di grande disagio ed erano soggette ad accettare qualsiasi alloggio pur di uscire dalla tende.

Per questo ritengo che la primissima emergenza deve essere ripensata completamente, per poi procedere con la ricostruzione delle vecchie case in pochi mesi. Non costruire dormitori che verrebbero abbandonati con il ripristino delle case di proprietà in centro e fuori, come sta succedendo e succederà proprio a L’Aquila.”

E continua presentando il progetto: “Da questi fondamentali problemi sono partito per progettare, in maniera più olistica, un modulo abitativo di 10 metri quadrati e per 2 persone (o anche solo per 1), ma accostabili per formare gruppi familiari. Le emergenze abitative, a causa del riscaldamento globale, guerre ed eventi naturali eccezionali (terremoti e simili), saranno sempre più frequenti; è per questo che bisogna pensare ad un metodo per andare incontro a questi disagi, attenuandoli e non aggravandoli. Nello stesso momento per non contribuire all’aumento dell’effetto serra nocivo per il pianeta, utilizzeremo materiali naturali riciclabili e/o biodegradabili ed energie rinnovabili che inquinano notevolmente meno rispetto alle fossili.”

Concludo con le parole dell’architetto cileno Alejandro Aravena, futuro Direttore della 15. Mostra Int.le di Architettura 2016, Reporting from the front, che si svolgerà a Venezia dal 28 Maggio al 27 Novembre: “Ci sono ancora molte battaglie da vincere e molte frontiere che occorre ancora espandere per poter migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, la qualità di vita delle persone. Sono sempre di più le persone sul pianeta alla ricerca di un luogo decente in cui poter vivere e le condizioni per raggiungere tale scopo si fanno di ora in ora sempre più ardue. Qualsiasi tentativo di trascendere gli aspetti commerciali incontra come sempre una forte resistenza nell’inerzia della realtà e qualsiasi sforzo volto ad affrontare questioni importanti deve vedersela con la crescente complessità del mondo.”

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